Monday, April 16, 2012

Intervista al Bassista Victor Bailey

Victor Bailey è un bassista dalle grandi qualità e visto che in questo blog mi occupo di bassisti e di bassi elettrici in generale, non potevo non postare un articolo su questo talentuoso musicista, tra i più bravi bassisti presenti sulla scena internazionale.
Più che un articolo ho voluto riproporre un'intervista che ho letto un pò di tempo fa, in cui il bassista Victor Bailey ci parla delle sue esperienze musicali e del suo rapporto con il basso elettrico.

BG: Aver vissuto in una famiglia di musicisti non poteva non portarti a diventare un musicista professionista!
VB: Infatti, sono nato in una famiglia di musicisti, mio padre Morris Bailey è un sassofonista  compositore, arrangiatore e produttore. Lui ha lavorato per grandi artisti come Patti Labelle, Nina Simone, Blue Magic, McCoy Tyner, Lee Morgan e tanti altri ancora. Mio zio Donald Bailey è un batterista jazz, mia sorella una cantante, insomma come puoi vedere sarebbe stato davvero difficile per me non diventare un musicista, diventare un bassista.

BG: Sarà stato impossibile per te sottrarti alla musica!
VB: Quando tornavo a casa c'erano sempre persone con in mano uno strumento, erano amici di papà, ed in realtà erano tutti grandi jazzisti ed io avvertivo la qualità di ciò che ascoltavo, ne venivo ogni volta rapito.

BG: Victor tu hai iniziato suonando la batteria, ma come sei finito al Basso Elettrico?
VB: Infatti io inizialmente suonavo la batteria in una band formatasi insieme ad alcuni amici di quartiere, al basso c'era un signore molto più grande di me, il quale cominciò a rifiutarsi di suonare con un ragazzino che gli diceva pure quello che doveva fare. Così lui abbandonò la band, così non essendoci altri bassisti decisi che potevo essere io il sostituto. Così iniziai a suonare il Basso elettrico, cominciando a riempire con fraseggi che mi sembravano naturali. Un giorno, siccome suonavamo nel garage di casa mia, mio padre scese urlando chiedendo che stesse suonando il basso elettrico. Quando vide che ero io, mi disse "figliolo, tu da oggi suonerai il Basso Elettrico", pazzesco! Da quel momento compresi che i miei giorni come batterista erano praticamente finiti.

B.G: Philapelphia ha una ricca tradizione musicale, pensi che questo ti abbia agevolato?
VB: Sicuramente! Philadelphia come ha i detto tu, ha una ricchissima tradizione musicale, ma penso che di essere stato agevolato molto di più nel vivere accanto a mio padre e vivere di musica tutti i giorni tutte le ore.


B.G: Parlami della Berklee College of Music. Qual è stata la cosa più importante che hai imparato lì?
VB: In ogni scuola di musica si insegnano le basi della teoria musicale, però la parte più importante è stata quella che in realtà suonavamo tutto il giorno. Nella mia classe avevo allievi talentuosi, gente come Branford  Marsalis, Stuart Hamm, Steve Vai, Greg Osby, Rachelle Ferrel e tanti altri ancora musicisti con cui suonavo tutto il giorno.

B.G: Hai avuto un bel pò di coraggio nel fare i bagagli e trasferirti a New York senza avere soldi e senza avere prospettive concrete di lavoro, di occupazione!
V.B.: Infatti non è stato molto facile. Ho lavorato per circa sei settimane con il trombettista Hugh Masakela appena arrivato a New York. Ma dal primo giorno che misi piede a New York, realizzai subito convintamente come sarebbe andata a finire e dove sarei potuto arrivare.

B.G: Come ti sei sentito a "sostituire" Il grande Jaco Pastorius?
VB: Bah io non ho sostituito proprio nessuno! Io ho lavorato come bassista dei Weather Report punto e basta.

B.G: Come è stato lavorare con Joe Zawinul?
VB: Joe è stato un grande, a differenza di molti altri artisti Jazz, che amano la parte solistica, fatta di assoli per far felice la folla, Joe, aveva una attenzione particolare alla musica più in generale. Con Joe ho avuto un rapporto professionale ed umano pazzesco.

B.G: Quali progetti e prospettive per il futuro?
VB: Chi lo sa, io continuerò a suonare e comporre e cercherò di migliorarmi ogni giorno.